Dal mocio al coworking: successi ed epic fail di imprenditori e aspiranti milionari raccontati in film e serie Tv

Credo non ci sia nulla di più epico, nella contemporaneità, delle storie degli imprenditori. Per questo son le uniche storie che mi tengono sveglia la sera.

Che siano libri, film o serie Tv raccontano come stanno trasformando il mondo, nei suoi alti e bassi, nei suoi fallimenti e successi, attraverso fundraising, frodi e strategie al limite della legalità e all’apice dello storytelling. Perché ad animare il tutto è quel “fake it untill you make it” che ti fa vendere sogni, mentre stai faticosamente, giorno dopo giorno, costruendo solide realtà (e raccogliendo i soldi per pagare il team, le birre e l’affitto del coworking).

Qualche suggerimento allora per intrattenersi nel prossimo viaggio aereo di lunga percorrenza o nella prossima quarantena, che tanto la nuova normalità ci ha ormai abituato anche a questo:

JOY, film su Disney + sull’inventrice del mocio

Penso sia una delle invenzioni più aberranti del 900. Ma la mia opinione conta nulla, visto che sta nella maggior parte delle case degli italiani (e credo pure all’estero). Fatto sta che se lo è inventata una tipa di una famiglia Italo-americana abbastanza sfigata ma testarda com’era alla fine è riuscita a farselo produrre dall’officina del padre e a venderne migliaia su QVC, che invece credo sia tra le più geniali invenzioni del 900.

Interessante perché racconta (anche se ad altissimo livello) il ruolo dei brevetti nel proteggere la proprietà intellettuale

WeCrashed, serie Tv su AppleTv

Uno dei più grandi epic fail di quasi quotazione, quella di WeWork. Il perché emerge dalla storia: quella di un imprenditore ancora più egocentrico della media, che ha costruito un’impero alzando sempre l’asticella dell’espansione internazionale e del conseguente indebitamento. Così, quando il break even continuava ad allontanarsi, arriva la bella idea della quotazione in borsa. Ma sembra che non sia esattamente una roberta da poco, anche in termini di trasparenza. Ma Adam Neumann e la moglie Renekah approcciano la documentazione per la quotazione con uno spirito da pitch allo Startup Weekend e mettono più fotuzze che dati finanziari. Long story short, l’azienda non si quota (se non poi anni dopo), WeWork perde valorizzazione, Neumann viene fatto fuori. Ma gli rimane quel 7% dell’azienda che a quotazione avvenuta (grazie ad altri) lo fa diventare miliardario. Bravo lui.

Interessante perché racconta alcuni aspetti tecnici della quotazione in borsa

The dropout, serie Tv Disney +

L’apoteosi del fake it untill you make it. Peccato che a sto giro c’era di mezzo la salute delle persone. Tutto è nato dalla missione di rivoluzionare la medicina attraverso la teranostica che usa le nanotecnologie per diagnosi e terapia da qui il nome Theranos.

Peccato però che Elisabeth Holmes alla fine non riesce a nanotecnologizzare nulla, ma prende vecchi macchinari di competitor è lì camuffa per fare i primi testi di analisi del mendiche con poche gocce di sangue.

Finisce in tribunale, con il compagno / più o meno complice nella truffa, che accusa di abbastanza tutto per uscirne pulita. Perché alla fine lei era una ragazzetta troppo ambiziosa, lui un imprenditore seriale indiano che voglio dire, avrebbe anche potuto diglielo dall’alto della sua esperienza che non si danno risultati di analisi mediche false.

Interessante perché racconta processi di fundraising

Inventing Anna, Netflix

Questa è più la storia di una che voleva farsi i soldi che di un’imprenditrice. La sua idea era raccogliere i soldi per una fondazione artistica, millantando una famiglia a copertura finanziaria che però si è poi scoperto non saperne nulla.

Interessante perché raccontato dal punto di vista della giornalista che voleva costruirci sopra un’inchiesta

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