Camicie nere, tutù e squadra blu.

Non dico necessariamente che tutto quello che “ci fa male ci fa bene”. Semplicemente m’annoia sentire accusare i cattivi palinsesti di essere stimolo e sintomo dei mali d’oggi. Questo perchè non credo che la televisione possa avere come obiettivo l’educazione. La tv infatti è un mezzo di intrattenimento, e come tale deve essere trattato. Però divertendosi qualcosa magari si impara.
Ad esempio l’altra sera mi son fatta due istruttive risate guardando un dibattito sul Grande Fratello in una tv locale. C’era un prete, un deputato di sinistra e una scienziata della comunicazione che accusavano il GF di fornire modelli sbagliati ai “nostri giovani”. E mi ha fatto ridere non perchè si tratta di una barzelletta, ma perchè si continuava a dire che OGGI c’è questa corsa al successo facile, mentre UNA VOLTA c’erano modelli di impegno e fatica e sudore a indirizzare le giovani coscienze (e, mentre, scorrevano le immagini di “Bellissima”).
E allora ho pensato a quel mio vicino di casa che una mattina, tutto commosso, raccontava di aver visto un documentario di Rai Storia. Sentendo il Duce parlare da quel famoso balcone, era stato preso dal magone e da un’irresistibile voglia di: “abbracciare la armi e partire per l’Abissinia.”
Ora, conosco la moglie di questo signore, e già metà del desiderio di partire per la guerra è spiegato. Per l’altra metà, però, mi viene da pensare che non è tanto l’intento per i quali i programmi sono stati creati ad influenzarne l’uso, quando il bisogno di chi li guarda, di dare un senso al proprio risveglio.
Se quella giovane coscienza invece del Duce avesse visto Rambo probabilmente sarebbe cambiata solo la destinazione.

Così, se i giovani d’oggi aspirano ad Amici piuttosto che alla Scala, probabilmente cambia solo il colore dei body con cui si iscrivono al corso di danza. Perchè, a quanto ho sentito dire, in seguito al fenomeno DeFilippi le iscrizioni adolescenziali alle scuole di ballo sono aumentate. Magari perchè una “salama da sugo” con la tuta azzurra è un modello più raggiungibile di un’étoile in tutù. E comunque sempre meglio di una bomba all’iprite.

amici8_maria_mario_valerio_4marzo2009

Una risposta

  1. …ed una bomba all’iprite sulla casa del GF? nulla di personale, per carita`, solo per la questione dei cattivi modelli… 😉
    condivido quello che dici, la demonizzazione della tv d’intrattenimento mi sembra tanto una ricerca di facili consensi. e` innegabile che la televisione, suo malgrado, fornisca dei modelli a cui siamo tutti piu` o meno vulnerabili e che probabilmente influenzi almeno una parte dei nostri comportamenti, siano essi di emulazione piuttosto che di repulsione. direi pero` che e` sopratutto il pubblico che influenza i programmi che vengono trasmessi. ora nn saprei se i palinsesti televisivi siano effettivamente lo specchio della nostra societa` o una rappresentazione di come noi ci vediamo (e immaginiamo), ma se il GF registra ascolti di milioni di persone credo che alla gente piaccia, incuriosisca, e faccia pure discutere, confrontare… eh eh. (sigh!) probabilmente quei modelli che sono proposti fanno gia` parte degli spettatori, che cercano delle rassicuranti conferme… e poi sinceramente dubito che trasmissioni che forniscano modelli piu` `edificanti’ possano migliorare la societa`. sarebbero semplicemente meno guardati.
    se i film finiscono sempre bene nn e` per convincerci che alla fine tutto si aggiusta sempre, ma perche` in questo modo alla fine lo spettatore e` stato intrattenuto meglio, piu` piacevolmente.
    beh, ora vado a comprarmi un body rosa… ^^

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