7 mostre in 7 giorni: la sfida della low touch economy

C’è chi con l’avvicinarsi della zona gialla organizza il tour nei ristoranti preferiti, chi, akame, preferisce le mostre. Già lo scorso anno mi ero ripromessa di approfittare delle pause pranzo per qualche visita ai musei, ma il senso d’urgenza generato dalla riapertura e dalla conclusione di molte mostre che si avvicina (anche se molte hanno prorogato la data di chiusura) è stato un incentivo in più.

Così ho messo insieme un bel programmino per sfruttare gli ultimi giorni di aprile. Lo consiglio anche a te, tutte le mostre sono aperte fino a maggio, moltre anche di più! E vi consiglio anche un double check degli orari (essendo cambiati più volte, in alcune pagine non sono aggiornati) e di fare attenzione alle modalità di prenotazione che sono obbligatorie nel fine settimana e in alcuni casi devono essere fatte con 24 ore di anticipo.

Nell’elenco qui sotto, trovi anche qualche nota sulle strategie adottate dai musei per fare fronte alle esigenze di distanziamento sociale, sia per quanto riguarda le facilità delle prenotazioni online, sia per l’utilizzo di strategie di nuove modalità di gestione della visita adatte alla low touch economy.

#1 Capa in Color @ Musei Reali – Sala Chiablese

L’artista: Robert Capa, fotografo conosciuto per i suoi reportages in Bianco e Nero.

La mostra: 150 fotografie a colori di celebrities, luoghi lontani, reportage dal fronte e gente in spiaggia.

Mi ha colpito: l’esposizione della corrispondenza tra Capa e Magnum (agenzia fotografica fondata da Capa stesso nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandivert) che riporta la cultura delle relazioni dell’epoca.

Prenotazione online: user friendliness 4/5, per i molti campi obbligatori da compilare.

Fino al: 30 Maggio

#2 Marisa and Mario Merz @ Fondazione Merz

Gli artisti: Marisa e Mario Mertz

Mi ha colpito: l’assenza di didascalie. La una coppia di artisti viveva l’arte di pancia, senza le sovrastrutture del mercato dell’arte. Ed è così che la Fondazione ha scelto di non mettere didascalie nella mostra, se non una brave introduzione. Per fruire la mostra come se fosse un paesaggio.

Prenotazione online: user friendliness 5/5, con tanto di “Add to calendar”, che può sembrare il minimo sindacale ma no, non lo è.

Fino al: 31 dicembre

#3 Lisette Model e Horst P. Horst @ CAMERA

Gli artisti: Lisette Model e Horst P. Horst

Prenotazione online: 5/5. Supersemplice, ma non include il pagamento. Che però può essere fatto in loco Satispay, quindi touchless (quello vero) garantito.

Mi ha colpito: le audio guide versione low touch economy, ovvero gestite interamente dallo smartphone personale e con attivazione da QR code. Estremamente semplici ma estremamente comode, includono anche la possibilità di ascolto in background. Nota molto positiva, la versione delle audioguide per Kids, con un racconto coinvolgente e interattivo delle sale.

Fino al: 4 luglio

#4 Cut a rug a round square @ OGR

L’artista: Jessica Stockholder

Prenotazione online: 3/4. È necessario inviare una email.

Mi ha colpito: il ring per selfie, insomma, la versione Rocky Balboa dell’audience engagement.

Fino al: 13 Giugno

#5 China Goes Urban @ MAO

Prenotazione online: 2/4. Ho tentato di acquistare il biglietto ma utilizza la formula prevendita attraverso una piattaforma intermediaria quindi al costo del biglietto si aggiungeva il costo della prevendita.

Mi ha colpito: l’attenzione al design dei flussi per garantire distanziamento con una comunicazione efficace e ben integrata all’allestimento.

Fino al: 13 giugno

#6 Space Oddity @ Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

L’artista: Vari

Mi ha colpito: il titolo, vabbeh, cheddire. La “stranezza dello spazio” contestualizza la contingenza, rappresenta la claustrofobia dei nostri corpi in questi mesi, e cita un soundrack effetto nostalgia e libertà (anche se alla fine tanto liberi non lo siamo mai). E poi naturalmente la rappresentazione della relazione tra corpo e spazio, ricostruita creando un filo rosso tra le opere della collezione Sandretto Rebaudengo. Come WeltenLinie di Alicja Kwade, composta di specchi e cornici, che sembra senza limiti, attraversabile, ma quando ti avvicini ti chiedi se si possa. O se non sia una gabbia. Non è stato la low touch economy, in cui il limite ai nostri movimenti e spostamenti è minaccioso proprio perché invisibile?

Fino al: 13 giugno

#7 Costellazioni Umane @ Museo Fico

L’artista: Massimo Vitali (e poi altre mostre di John Torreano, Nebojša Despotoviċ, e delle artiste sarde Zaza Calzia, Maria Lai, Lalla Lussu, Rosanna Rossi)

Mi ha colpito: possibilità di visitare 4 diverse mostre con un solo ingresso

Fino al: 20 giugno

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